Bzzz… bzzz…
Bzzz… bzzz…
Eh? Come? Dove? Che cazzo…? Ma sono le otto! Anche la domenica! Vediamo chi è che scassa la… Mmm…
“serata di merda a gerico. la pizza fa schifo, il bere è caro, le tipe se la tirano. c si vede a messa. D”
Dio Dio Dio, un bel chissenefrega? Adesso, va bene l’amicizia, però ultimamente s’è fatto un po’ pesante eh?, per non dir rompicoglioni.
Ka-brooom!
Mah, mette brutto, sembrava ci fosse il sole… Vabbeh, la prossima volta che lo vedo lo sistemo io. Anche perchè parla parla lui, Lui, d’esser buoni e tutto, ma quando gli girano, c’è mica da scherzare neh?
Tipo quella volta successe più o meno così.
Mosè era morto e ‘sti poveri ebrei, erano quarant’anni in giro per il deserto alla ricerca di un parcheggio, ma si sapeva, il sabato mattina un parcheggio in città dove lo trovi mai? Ma insomma, morto Mosè, c’era bisogno di un nuovo autiere per il corrierone giudaico e Dio scelse Giosuè, fiero guerriero, ricercato rimatore, vate della terza Italia. E a lui toccò di prendersi il merito – so ‘bboni tutti – di fare gli ultimi kilometri e arrivare sulle rive del fiume Giordano.
Sull’altra sponda, non Sodoma, di cui ti parlerò un’altra volta, ma la ridente cittadina di Gerico, ridente sì, ma dalla vita notturna alquanto tranquilla, se si tralascia la nota prostituta Raab. Gerico è infatti l’abbreviazione di Geriatrico, e il suo clima secco ma tiepido da sempre attira folle di anziani in villeggiatura. Non il posto ideale per passare il sabato sera, e questo Dio lo avrebbe dovuto sapere, e invece no, c’aveva portato suo cugino per l’addio al celibato, e ne era rimasto deluso, per non dire incazzato. Per questo se l’era legata al dito e per questo non perse la ghiotta occasione di rifarsi. Ma anzichè rubare qualche cartello stradale e piegare qualche specchietto, Dio, che in quanto infinito non ha poi molto il senso della misura, disse a Giosuè:
“Vedi, io do in tua mano Gerico, il suo re, i suoi prodi guerrieri. Voi tutti dunque, uomini di guerra, marciate intorno alla città, facendone il giro una volta. Così farai per sei giorni; e sette sacerdoti porteranno davanti all’arca sette trombe squillanti; il settimo giorno farete il giro della città sette volte, e i sacerdoti soneranno le trombe. E avverrà che, quand’essi soneranno a distesa il corno squillante e voi udrete il suono delle trombe, tutto il popolo lancerà un gran grido, e le mura della città crolleranno, e il popolo salirà, ciascuno diritto davanti a sé” (Giosuè 6.2:5)
Altro che suonare i campanelli all’una di notte! Una bella sveglia aveva preparato il buon Dio ai cateteri di Gerico, roba da far venire un infarto. E come sempre quando c’è di mezzo Lui, c’era poco da stare tranquilli, gli ebrei stettero allo scherzo, e le mura vennero giù davvero. Sì, non fare quella faccia da disilluso, davvero. Poi, come aveva comandato il Signore:
“Votarono allo sterminio tutto ciò che era nella città, passando a fil di spada uomini, donne, bambini, vecchi, buoi, pecore e asini.” (Giosuè 6:21)
Amen. (Ad Auschwitz si chiedevano come potesse Dio permettere tutto quello, da uno così, cos’altro ti potevi aspettare.) Neanche a farlo apposta, l’unica cosa respirante ad essere risparmiata fu la prostituta Raab, ma certe cose meglio lasciarle nell’ombra, vuoi mai che la gente metta in dubbio la tua moralità.
E poi uno dice le cattive compagnie. Giosuè ogni volta che c’è da far casino ci va a nozze.